L’itinerario prende avvio dalla località Forcella Alta, detta anche “laghetto del Pertüs”, raggiungibile in auto solo dalla Valle Imagna (m 1310, parcheggio, bar-ristorante).
Qui nelle belle giornate estive è un “tripudio” di sdraio e famiglie che prendono la tintarella, ma noi sicuramente non ci lasceremo indurre in tentazione e partiremo decisi verso la nostra meta…
Anche se la quota non è elevata, ci troviamo in un posto molto panoramico sia verso le Prealpi orobiche e lecchesi, sia verso i laghi della Brianza, con lo sguardo che si spinge – ovviamente nelle giornate terse – fino all’inconfondibile mole del Monte Rosa.
Ci avviamo in direzione nord su una strada sterrata chiusa al traffico, lungo lo spartiacque tra la Valle Imagna e la Val San Martino, sovrapponendoci alla parte più meridionale del percorso della Dorsale Orobica Lecchese (DOL, un percorso di oltre 80 km in totale); ai lati della stradina, mucche e cavalli sui pascoli di Pra’ Picchetto saranno il primo diversivo per i più piccoli. Anche le bacche arancione-rosso del sorbo degli uccellatori attireranno la loro attenzione: potremo spiegargli che rappresentano il nutrimento di molte specie di uccelli…e purtroppo fino a non molti anni fa anche la causa della loro morte. Trovandoci infatti in un luogo di “passo”, qui per secoli l’uomo si è ingegnato per catturare gli stormi durante le loro migrazioni: un momento prima di giudicare, noi oggi abbiamo la pancia piena ma fino a qualche decennio fa chi abitava in montagna conduceva una vita grama…Comunque la “cultura” della costruzione di roccoli e passate trova qui molti esempi, ormai quasi tutti abbandonati proprio perché questo tipo di cattura è stato vietato: restano i caselli, gli impianti arborei di faggi e carpini e, appunto, il sorbo degli uccellatori che attirava gli uccellini di passaggio.
Tutti questi motivi di interesse, oltre al fatto che camminiamo sul confine fra due Comunità Montane, fanno sì che ci troviamo spesso di fronte a diverse segnalazioni: la già citata DOL, il Sentiero 571 (Periplo della Valle Imagna), l’801 (Sentiero della Val San Martino) e il Percorso Didattico Naturalistico del Pertüs…Niente paura, il nostro itinerario è estremamente intuitivo, la strada presto si trasforma in un sentiero che si inoltra in leggera discesa in un bosco di faggi per sbucare nell’ampia radura del Pertusino, con i laghi di Olginate, Annone e Pusiano ai nostri piedi. Rientriamo nel bosco per giungere, sempre in discesa, al “convento” del Pertüs, una ex colonia per seminaristi anch’essa abbandonata (un vero peccato!) dove troveremo panche e tavoli sempre all’ombra dei faggi, senz’altro invitanti per una piccola sosta. Stiamo attenti a non proseguire verso destra (sentiero che scende a Costa Imagna), ma continuare sulla sinistra, passando proprio sotto il muro di cinta della colonia, per arrivare in pochi minuti al “Pertüs” (in italiano “pertugio”), una stretta forra rocciosa che nei secoli ha rappresentato un luogo di transito fra le due valli. Attenzione però perché il sentiero la sovrappassa su un ponticello in cemento e se vorremo vederla da vicino dovremo fare una digressione: lo consiglio vivamente, anche se vi è solo una traccia impervia che scende sulla sinistra, non adatta ai più piccoli. Per chi non se la sentisse, in fondo al ponticello c’è comunque un esauriente cartello che spiega nei dettagli l’importanza storica di questo valico, compresa la presenza di una croce incisa nella roccia che porta la data del 1705. Il passo del Pertüs (m 1193) rappresenta il punto più basso della nostra gita, e volendo anche il “giro di boa”, per ritornare alla Forcella Alta.
Se vogliamo allungare la gita di un’oretta, consiglio di imboccare sulla sinistra il sentiero 588, che ci porterà sulla vetta del Monte Ocone (m 1408), vero belvedere verso le cime del Resegone, fra cui è ben visibile la casetta rosa del Rifugio Azzoni; dalla cima si torna al punto di partenza per il sentiero percorso all’andata.
Per chi ha buona gamba e non soffre di vertigine, propongo invece un grande giro ad anello che parte proprio dalla vetta del Monte Ocone. Si prosegue sul sentiero 588, che diventa presto in alcuni tratti un po’ esposto, salendo tra rupi “dolomitiche” prima alla Corna Camozzera (m 1452, ancora un belvedere fantastico) per scendere poi alla Passata (m 1244,), altro valico storico tra lo Stato di Milano e la Repubblica di Venezia: un grande cippo in pietra – in dialetto questi cippi sono detti “termen” o “termenù” a seconda delle loro dimensioni – lo indica chiaramente. Dalla Passata possiamo poi rientrare più tranquillamente al passo del Pertüs seguendo a mezzacosta sul versante valdimagnino il sentiero 571, calcolando oltre 4 ore per tutto l’anello.

Per scaricare la traccia GPS dell’itinerario collegati a www.simand.it